Anno IV - Numero 92-
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Video - Saba: cinque volte calcio
Pochi capelli fuori posto, la barba non fatta di alcuni giorni, gli occhiali che evidenziano un leggero strabismo, la voce resa ancora più stridula dall'età: se un'immagine di Saba si poteva avere migliore di questa, sarebbe stato difficile da trovare. Saba legge le "Cinque poesie sul gioco del calcio"
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Le "Cinque poesie sul gioco del calcio" sono da molti ritenute il vertice della poesia di Umberto Saba. E in effetti incarnano al meglio la sua idea di "pratica quotidiana" come tratto peculiare dello scrivere poesie. Le "trite parole" che dichiaratamente Saba prediligeva significavano anche triti gesti, triti rituali. E tali sono quelli della squadra e dei tifosi descritti nelle "Cinque poesie".

Con profonda intuizione psicologica e con riuscite soluzioni di scrittura, Saba ritrae alcuni momenti del gioco del calcio: l'ingresso in campo, l'attesa del portiere, il momento del goal, l'esultanza dei tifosi. Semplici momenti di quotidianità domenicale. Eppure si ha la sensazione immediata, leggendole, che l'autore operi regolarmente uno scarto impercettibile dalla prosa all'epica. Il gioco del calcio diventa il gioco della vita. Le passioni che si consumano nel "verde tappeto" e sugli spalti sono quelle, più ampie e profonde, delle varie vicende umane.

Lo scarto di livello, dicevo, è impercettibile ma continuo. Per vederlo cominciamo col capire dove si trova il poeta nello spazio descritto nel testo poetico. È Saba stesso a dircelo quando al termine della prima poesia Squadra paesana, scrive:

…V'ama
anche per questo il poeta, dagli altri
diversamente - ugualmente commosso

Lo scarto fra il sé narrante e il sé partecipante all'evento narrato si consuma nel tempo di un ossimoro, così semplice eppure così raffinato: "diversamente - ugualmente". È un meccanismo non nuovo della poesia di Saba. Nel suo celebre "manifesto" di poetica, Amai, scriveva:

M'incantò la rima fiore
amore
la più antica difficile del mondo

"Fiore/amore", "diversamente/ugualmente". Il meccanismo usato, tecnicamente parlando, è quello dell'enjambement, che consiste nello stabilire un legame fra un verso è l'altro distribuendo il senso fra i due. Ma, soprattutto, l'enjambement prolunga l'eco semantica dell'ultima parola del primo verso o, viceversa, carica di significato la prima parola del secondo (come, per fare qualche esempio: "Ignari/esprimete con quello antiche cose", "La gloria/vi dà un sorriso", "Il vento/deviava il pallone", "contro terra cela/la faccia"). In questo caso non è solo una questione di semantica del singolo distico. In questo caso il movimento descritto dall'enjambement - da alcuni paragonato, figurativamente, alla traiettoria descritta da una parabola - è una chiave di lettura dell'intero gruppo delle "Cinque poesie".

Inoltre, si può dire che in questi testi l'utilizzo è a volte ampliato al di là dei versi in cui viene formalmente adoperato. Saba infatti si serve della stessa tecnica a volte attraverso un'accentuazione, particolarmente marcata, della parola di inizio verso o di inizio poesia, a volte facendo coincidere il verso con una sola parola. Vediamone alcuni esempi: "Trepido seguo il vostro gioco", "Di corsa usciti a mezzo il campo", Piaceva/essere così pochi intirizziti", "Galletto/è alla voce il fanciullo" "Odiosi di tanto eran superbi".

Dalla prosa dei contenuti all'epica dei significati. Il risultato è ottenuto attraverso l'uso costante del marcare il valore di alcune parole "forti", anticipandole o posticipandole nel verso per ampliarne l'eco semantica. Per vederlo vorrei, nel ripercorrere alcuni versi, evidenziare in neretto alcune delle parole usate ad apertura o chiusura degli enjambement. Il tutto per sottolineare i passaggi che mostrano meglio il tema dello scarto di livello, del salto tra la prosa della vita descritta e l'epica dei significati che le stanno dietro.

Squadra paesana

sputati
dalla terra natìa, da tutto un popolo
amati,
Trepido seguo il vostro gioco.
Ignari,,
esprimete con quello antiche cose,
meravigliose

La gloria
vi dà un sorriso


Tre momenti

Il portiere su e giù cammina come
sentinella. Il pericolo
lontano è ancora.

Festa è nell'aria, festa in ogni via

Nessun'offesa varcava la porta,
s'incrociavano grida ch'eran razzi.
La vostra gloria, undici ragazzi,
come un fiume d'amore orna Trieste.

Tredicesima partita

Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda

uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l'ultima gara.

Goal
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo

Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere


Storie piccole, storie della domenica calcistica, che diventano grandi Storie di uomini. La poesia di Saba è intimamente democratica ed egualitaria. Il grande valore attribuito alla prosa quotidiana della vita di ciascun uomo ne struttura ogni verso. La poesia per Saba è accompagnamento quotidiano dell'esistenza, con i suoi alti e i suoi bassi. Egli stesso ebbe a dichiararlo nella splendida Commiato:

Voi lo sapete, amici, ed io lo so.
Anche i versi somigliano alle bolle
di sapone; una sale e un'altra no.

Il video che proponiamo rende pienamente merito all'autore. Saba legge quattro delle "Cinque poesie" (manca Fanciulli allo stadio). Lo fa in casa sua, sul tavolo di cucina, col libro aperto davanti a una caffettiera, in vestaglia da casa, con la finestra alle sue spalle chiusa per esigenze di ripresa televisiva.

Pochi capelli fuori posto, la barba non fatta di alcuni giorni, gli occhiali che evidenziano un leggero strabismo, la voce resa ancora più stridula dall'età: se un'immagine di Saba si poteva avere migliore di questa, sarebbe stato difficile da trovare. Un'immagine profondamente inquietante. Basti provare, per confronto, a paragonarla a tanti letterati "di successo", di oggigiorno e anche del passato, a tanti dei volti che noi stessi di RaiLibro abbiamo raccolto nei nostri ritratti. Quanta distanza dai loro lettori esprimono quei volti rispetto a questo di un uomo anziano che espone se stesso in maniera così piana, senza barriere.

Saba è un povero vecchio e a vederlo vien da ridere. Sembra quasi una caricatura. In una breve dichiarazione prima della lettura delle poesie che presentiamo, Saba ha voluto scusarsi, di fronte alla telecamere, con i suoi ammiratori se la sua ritrosia a mostrarsi in pubblico, se la sua difficoltà a dare seguito ai tanti complimenti ricevuti, viene scambiata per superbia. Mentre lui altro non è che un uomo semplice in casa sua. Un uomo semplice e un grande poeta, che con profonda intelligenza e umanità si mostra in questo modo, senza ossequi e senza necessità di esibire altro, davanti all'occhio delle telecamere.

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