Anno IV - Numero 92-
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Parole alate
Tra poesia e storia, nel saggio di Piero Boitani la metafora del volo si presta a un'analisi della cultura occidentale.
di Valeria Merola

Il Novecento di Piero Boitani inizia il 16 giugno del 1904 e termina l’11 settembre del 2001. Due date diversamente emblematiche, ma ugualmente segnate dall’idea del volo. Tra la giornata in cui Joyce immagina siano avvenute le peregrinazioni dublinesi di Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse, e l’attacco terroristico alle Torri Gemelle, non sembrano in effetti esserci molte analogie. Eppure questi due eventi, così distanti e appartenenti a mondi quasi inconciliabili, nella lettura che Piero Boitani propone nel suo Parole alate, si rivelano gli estremi di un percorso unitario.

La letteratura e la storia si sovrappongono per descrivere un secolo di voli reali e poetici, al centro del quale si colloca l’idea del folle volo dantesco. Il desiderio di conoscenza che spinge Ulisse oltre le colonne d’Ercole - «fatti non foste a viver come bruti» - è la metafora del desiderio umano di trasgredire i limiti ed è soprattutto l’immagine della curiosità intellettuale, che non si ferma di fronte alle difficoltà. Ma nell’estremo viaggio di Ulisse c’è anche la tracotanza della sfida alla divinità, che rende appunto folle il volo.

La metafora del volo sembra perfetta per il secolo degli aeroplani, in cui si realizza il desiderio mitico di Icaro. È bizzarro però notare come questa metafora si risolva nei due estremi dell’Ulisse di Joyce e del terribile volo sulle Torri Gemelle. Il volo metaforico e poetico entra in corto circuito con gli aerei dell’11 settembre e con la ben diversa follia che testimoniano. Paradossalmente il volo soltanto sognato, di cui Ulisse è il simbolo, si trova a contatto con il volo reale di chi ha dirottato verso il basso la follia criminale.

In questo percorso, che non si limita al Novecento, ma anzi spazia in tutta la storia letteraria ed è segnato idealmente dalla figura di Ulisse ( Boitani ricorda tra l’altro anche 2001: Odissea nello spazio ), l’autore studia Gabriele D’Annunzio e la sua passione per l’aviazione, Lauro De Bosis e il suo volo su Roma, ma anche Saint-Exupéry e il suo Vol de nuit, e poi Leonardo, Milton, Mallarmé, Bruegel, Auden, ecc.

Il fil rouge e il termine di riferimento obbligato di tutto il discorso rimane però il mito, che Boitani osserva nelle sue continue intersezioni con la vita. Il critico presta la sua competenza di comparatista per intessere una serie di affascinanti legami tra epoche e aree geografiche differenti, all’insegna del volo e delle sue implicazioni metaforiche. Ma è soprattutto la passione per la figura di Ulisse e per le sue riscritture, cui Boitani ha dedicato diversi lavori ( tra cui ricordiamo L’ombra di Ulisse. Figure di un mito, 1992 e Sulle orme di Ulisse, 1998), a guidare l’occhio critico dell’autore, tra voli poetici e voli storici.

Piero Boitani
Parole alate. Voli nella poesia e nella storia da Omero all’11 settembre
Mondadori, 2004
pp.297, euro 20,00.