Anno IV - Numero 92-
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La principessa di Clèves
La storia di un triangolo amoroso, e di una passione vissuta da lontano. La morale, ma anche i segreti e gli intrighi di corte, nelle pagine di Madame de Lafayette.
di Valeria Merola

Pur essendo profondamente radicato in un determinato momento storico e in una precisa realtà geografica, il romanzo di Madame de LaFayette è un libro che riesce a toccare anche la sensibilità moderna. Per quanto siano imbevute della cultura e della società cortigiana della Francia del XVII secolo, le pagine della Principessa di Clèves si leggono ancora oggi con un interesse che va al di là della curiosità letteraria. È un romanzo sulle passioni dell’anima, ma soprattutto sull’amore vissuto nella duplice accezione di legame coniugale e di passione adultera.

La vicenda ruota intorno a Mademoiselle de Chartres, la più bella giovane della corte di Enrico II, nonché una delle più grandi ereditiere di Francia, educata da sua madre Madame de Chartres non soltanto a coltivare la sua anima e la sua bellezza, ma anche a valorizzare la virtù e l’onestà. I discorsi sull’amore, in cui la madre le parla dei piaceri dell’innamoramento per persuaderla più facilmente sui pericoli che esso comporta, costituiscono lo sfondo su cui si innesta il complicato triangolo.

Conosciuto il Principe di Clèves in occasione del suo debutto in società, Mlle de Chartres sposa presto il suo potente corteggiatore, incantato non solo dalla bellezza della fanciulla, ma anche dal suo pudore. L'incontro con il duca di Nemours, descritto da Madame de Lafayette come un «capolavoro della natura», eroe valoroso sul campo di battaglia, e seduttore gentiluomo nella Corte, determina un forte stravolgimento nella vita della protagonista. La principessa di Clèves scopre l'amore, che fino a quel momento aveva confuso con la gratificazione per le attenzioni offertele dal marito.

Il romanzo si costruisce allora intorno a questa passione adultera, vissuta da lontano, in un gioco fatto di sguardi, di desideri e di parole non dette. Madame de Lafayette analizza la passione dall'interno, nei tentennamenti della principessa e nel suo continuo sforzo di conciliare il sentimento con gli insegnamenti materni e quindi con la morale cortigiana.

La centralità della riflessione sulla morale rivela tra l'altro la presenza di La Rochefoucauld nella scrittura del romanzo. L'amicizia con Madame de Lafayette ha indotto la critica a pensare che il moralista abbia partecipato all'ideazione dell'opera, che risulta impregnata della filosofia morale del Seicento francese.
La Principessa di Clèves nasce da un'ispirazione collettiva, che si riflette anche nella coralità delle pagine, in cui si intersecano più voci. Ma a suggerire questa idea di complessità contribuisce soprattutto l'insersione nella trama narrativa di diversi episodi paralleli, che vengono narrati dai personaggi a sostegno delle teorie che presentano. Le digressioni sono incastonate perfettamente nel disegno principale, offrendo cosi' al lettore un quadro multiprospettico della passione amorosa. Le storie inserite sono presentate sempre come segreti, rivelati in via confidenziale, a suggerire un'idea di corte come luogo di intrighi e di apparenze.

Il mondo della corte, con la sua morale e i suoi personaggi a volte un po' stereotipati, è il vero protagonista del romanzo. Madame de Lafayette lo racconta dall'interno, senza stupore né particolare emozione, come una spettatrice che sia anche attrice.
Le pagine scorrono agilmente, mantenendo sempre un tono pacato e movendosi con un ritmo calmo che imita quello della conversazione di corte.

M. Madeleine Lafayette, La principessa di Clèves, Garzanti 2003, pp.159, euro 6,90