Anno IV - Numero 92-
REDAZIONE | EMAIL
 
 


Ice Haven
Pitto-assemblaggio narratoglifico
di Enzo Rammairone

Ice Haven è una città americana “dove non fa poi così freddo come sembra”. Le voci che la affollano sono quelle dei suoi numerosi abitanti. C’è il narratore ufficiale del libro Random Wilder, aspirante poeta sempre in bilico tra depressione e invidia nei confronti della dolce Mrs. Wentz, poetessa riconosciuta tra i residenti. C’è l’adolescente Violet consumata da un amore infelice e Vida un’ospite venuta da un altro paese, per non parlare di Charles il bimbetto complicato e del suo amico inquieto Carmichael. Tutti sono legati dall’enigmatico fatto accaduto tra le strade di Ice Haven: il piccolo David Goldberg è scomparso misteriosamente. Ma non preoccupiamoci troppo, a pensarci, indagando tra gli abitanti, ci sarà Mr. Ames, il detective permaloso.

Questo romanzo a strisce potrebbe bastare a se stesso, non avrebbe necessità nemmeno di una recensione, in quanto, la critica è già contenuta nella storia. Infatti tra i personaggi creati da Clowes compare anche Harry Naybors, un esperto di fumetti che all’inizio e alla fine commenta il lavoro compiuto dall’autore, interrogandosi su questa insolita arte:

«I fumetti sono una forma espressiva legittima? La questione è ancora sub judice, temo. Alcuni vedono una sgradevole impurità nella combinazione di due tipi di immagine-scrittura (cioè i simboli pittografici del fumetto con le forme dei caratteri che compongono le “parole”) mentre altri se ne fregano abbastanza».

Clowes è un vero maestro del fumetto, conosciuto soprattutto per David Boring e Ghost World, da cui è stato tratto nel 2001 il film omonimo del regista Terry Zwigoff, in questo suo nuovo e originale lavoro, nelle 29 storie concepite, crea stili diversi, inserendo richiami ironici alle vecchie glorie delle strisce come “Peanuts” e i “Flinstones”.
La sua padronanza nel dar voce e corpo ai “destini incrociati” dei personaggi lo rende un narratore a tutto tondo. Senza mezze misure.
Sdoganando se ancora ce ne fosse bisogno, quest’arte che rimane in equilibrio tra due forme espressive distinte:

«Forse proprio in quello scisma affondano le radici di ciò che conferisce ai “fumetti” la loro resistenza come forma vitale: mentre la prosa tende alla pura “interiorità”, prendendo vita nella mente del lettore, e il “cinema” gravita verso l’esteriorità dello spettacolo empirico, forse il “fumetto” nel suo contemporaneo spostare l’interiorità della parola scritta e la fisicità dell’immagine, replica più fedelmente la vera natura della consapevolezza umana e il conflitto tra l’auto-definizione privata e la “realtà” corporea».

Daniel Clowes
Ice Haven
Coconino Press, 2007
pp. 96, ill., euro 16,00