Anno IV - Numero 92-
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Stefania Bertola
Stefania Bertola: scrivo per divertire
Comicità e sentimento sono i due elementi dei romanzi della voce giovane del romanzo rosa italiano
di Wanda Marra

Donne "moderne", diverse tra loro e molto amiche. Sono queste le protagoniste dei romanzi di Stefania Bertola, torinese, traduttrice, per molti anni autrice e conduttrice radiofonica. Ne parliamo a cena e Aspirapolvere di stelle, i suoi due romanzi pubblicati da Salani, raccontano storie divertenti, vicende sentimentali e comiche allo stesso tempo. La Bertola è la voce giovane del romanzo rosa italiano: più che guardare alla tradizione classica (da Delly e Liala, fino ad arrivare a Maria Venturi e Sveva Casati Modigliani) sembra avere un occhio di riguardo per le autrici contemporanee anglosassoni. Ma nella modalità di raccontare: infatti, non ama Bridget Jones.

D. Come definirebbe i suoi romanzi?

R. Divertenti, di facile lettura, un po' rosa. Scrivo per divertire, per offrire un momento di rilassamento, di divertimento. Bisognerebbe alternare questo genere di romanzi con libri diversi, che invece disturbano. Questi sono libri che possono servire a evadere.

D. Come crea i suoi personaggi?

R. Mi spuntano da soli in testa. E poi copio dalla vita. C'è moltissimo e niente di autobiografico allo stesso tempo: c'è in loro molto di mio, ma mai un personaggio nel quale mi identifico. Mescolo molto.

D. Cosa legge?

R. Leggo qualsiasi cosa, soprattutto di narrativa. Sto attenta alla cose nuove che escono. Ho da poco finito Ciclopi di David Edaris: un libro molto divertente, composto di una serie di racconti, nei quali viene esplorato il mondo dei Greci a New York. Poi, quest'anno ho letto per esempio Amabili Resti di Alice Sebold e poi anche qualche classico che mi ero persa in gioventù.

D. E tra i romanzi rosa?

R. Leggo i vecchi romanzi della rosa Salani, scritti tutti da autrici morte da tempo. Al di là della storia d'amore, questi libri descrivono un'epoca: la collana, il mobile, il vestito, la situazione degli anni 20-30. Tra i più recenti, mi è piaciuto I love Shopping di Sophie Kinsella, mentre Bridget Jones non mi ha entusiasmato tantissimo. Quello è divertente perché è un po' diverso: la questione di fondo non è quand'è che mi sposo, ma quando smetto di sperperare i miei soldi

D. Pensa che scriverà anche cose diverse?

R. Per adesso no, perché mi diverto e si divertono anche i miei lettori. Se poi un giorno sentissi di voler scrivere qualcos'altro, lo farò. E vediamo come va a finire.