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| Anno IV - Numero 92- | ||||
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Lev Manovich (Ir)rinunciabili new media Il volume “Il linguaggio dei nuovi media” di Lev Manovich è uno strumento necessario per scoprire il territorio mediale contemporaneo e per tracciare una mappatura dei suoi “protagonisti”. di Federica De MariaTra tradizione e globalizzazione, tra reale e virtuale, tra estetica e funzionalità, tra vantaggi e penalizzazioni, tra logica e automazione. In mezzo si colloca l’evoluzione dell’universo dei nuovi media. E sempre lì in mezzo, nel punto in cui gli estremi si incontrano per fondersi insieme in modo avvincente e armonico, si situano le pagine de Il linguaggio dei nuovi media di Lev Manovich, che esplora l’intero universo dei new media, con le sue sfumature e le sue sfaccettature. Il volume di Manovich è il primo studio sistematico - di portata internazionale - sull’evoluzione dei nuovi media ed è stato definito da molti, lettori alle prese con la propria curiosità culturale ma anche esperti in preda a “desiderio di aggiornamento”, come un indispensabile manuale di riferimento. Manovich, che insegna New Media Art presso il “Dipartimento di Arti Visive” dell’Università della California a San Diego, indaga intorno alla cultura contemporanea, profondamente stimolata e influenzata dalla logica visiva e culturale offerta (o imposta?) dai new media. Il computer, in special modo, è l’artefice di una sorta di “digitalizzazione” del nostro modo di vivere e della creazione di una lingua in progress. O forse non si tratta di una lingua, ma di un codice. Queste affermazioni possono sembrare prive di originalità se non le si affianca al cuore argomentativo del pensiero di Manovich. Le nuove frontiere dell’immagine - i videogiochi, l’animazione, gli effetti speciali, i luoghi virtuali, Internet e le tecnologie contemporanee - sono osservate in comparazione con la società e i suoi linguaggi, ma anche con la storia dell’arte, le teorie letterarie e cinematografiche. La multidisciplinarità della penna di Manovich è la “strategia” narrativa che ha fatto nascere un indice del testo dettagliato e esauriente. Oltre quattrocento cartelle per confrontare i mezzi digitali più innovativi con le norme visive appartenenti alla tradizione e per comunicare al lettore che la cultura non smette di cambiare, anche se ci ha già cambiati: Oggi, il media interattivo ci chiede di cliccare su una frase sottolineata per andare su un’altra frase. Ci viene richiesto di seguire delle associazioni preprogrammate, che esistono oggettivamente. In altri termini […] scambiamo la struttura mentale altrui per la nostra. L’autore spiega che “i media interattivi ci chiedono di identificarci con la struttura mentale di qualcun altro” e probabilmente, troppo intenti a cliccare e a visualizzare i nostri desideri, noi tutti non ci rendiamo conto dei meccanismi psicologici, sociali, estetici e visivi, che si stanno “impossessando” di noi. Siamo impossessati dal progresso, per molti è un virus diabolico… ma per altri, uno spirito culturalmente benefico. Manovich, Lev Il linguaggio dei nuovi media (ed. or. The Language of New Media – The MIT Press); Olivares, 2002; pp. 408, euro 30,00 |
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